

Cari amici,
Vi ringrazio tantissimo per aver salvato gli animali! Per aver salvato cani e gatti,
traditi dai loro umani, e per aver salvato quelli che sarebbero stati cibo per loro:
mucche, maiali, agnelli, polli.
Qualche tempo fa, seppi dell'esistenza, in India, di un rifugio per gatti, che è
diventato vegan. Non riuscivo a capire dove trovavano il cibo, sapevo soltanto che
era in Italia. Nel mese di settembre scorso ero in Italia, a Venezia, e più tardi,
essendo già tornata a casa, ho scoperto l'esistenza dell'AMÍ e della
Fondazione, e ho visto la parola Padova! Fate un lavoro meraviglioso!
È sempre triste vedere animali abbandonati sulle strade. È così che attualmente
noi abbiamo 5 cani a casa nostra. Anche loro sono tutti vegan. Grazie di cuore!
Lidia Belknap (USA)
Settembre 2006

Carissimi amici di Universi, come state?
Mi chiamo Moira, ho 28 anni e vivo a Monselice con i miei genitori e mia sorella.
Mi è capitato di leggere la vostra rivista perché è arrivata qualche volta a mio papà.
So che lui vi ha inviato una piccola offerta per la vostra attività molto nobile. Solo
l'amore per gli animali e per il creato può portare a darsi da fare in tal modo.
Vi ammiro e vi ringrazio per tutto quello che fate, frutto della donazione di una
signora, pure lei dal cuore d'oro.
Credo che gli animali non siano mai stati trattati con rispetto e dignità perché purtroppo,
come dite voi, considerati oggetti di cui fruire. Spero tanto che le coscienze degli uomini
possano cambiare a riguardo e penso che molto dipenda dall'esempio di noi adulti e
dall'educazione verso i bambini.
Uccidere gli animali, siano essi piccoli insetti o siano quelli più grandi, è sempre un
gesto che oltre che far soffrire queste povere anime alimenta nella nostra morale una
cultura di morte ed un non-senso per la vita.
Penso che Dio abbia creato un Paradiso molto più grande per loro e credo solo nella
sua consolazione, però spero pure che il futuro sia diverso... di armonia con tutto
il creato proprio come dovrebbe essere!
Mi fanno tanta pena gli animali morti nelle strade. o schiacciati dai nostri piedi.
Credo che comunque siamo sempre noi ad intralciare la loro strada. Mi sento in colpa
ogni volta che cucino della carne perché penso all'essere vivente che ci stava dietro.
Bisognerebbe davvero che tutti vedessero chiaramente il momento dell'uccisione di
questi animali perché così non si rendono conto e pensano di non fare niente di male.
Forse tanta gente anche se non tutta, cambierebbe il proprio modo di agire. Intanto
vi ringrazio ancora per quello che fate e cercherò per quello che mi è possibile di
diffondere il vostro giornale. Cari saluti. Una preghiera ed un abbraccio.
Moira Bevilacqua (Monselice-PD)
Novembre 2006

Gentilissimi,
ancora una volta siete riusciti a rinfocolare in me il disprezzo per il genere umano e l'empatia per
l'essere animale , poiché con il termine bestia si intende, in genere, un siglificato discutibile.
Nuovamente, grazie per il coraggio che vi contraddistingue, avete pubblicato resoconti agghiaccianti,
resoconti di crudeltà insensata, intollerabile e, come di consueto, ne sono uscita straziata, muta e
livida.
Confesso di stupirmi della varietà con cui si procede alla barbarie della corrida, in ogni sua forma,
ovunque; di restare sempre inebetita di fronte alla violenza isterica, cattiva e ostinatamente prolissa
di una massa di persone incapaci di qualunque pietà, privi della più elementare ombra di umanità.
Ho deciso di scrivervi, oggi, perché solo il pensiero che ci sia qualcosa in grado di separarci da tale
abbruttimento e di comportarci, ogni giorno, con dedizione, pazienza e amore nei confronti degli animali ,
come voi fate, mi solleva dalla disperazione. Grazie, dal profondo del mio cuore, perché non mi sento sola
ed inutile di fronte a questo imperante egoismo e disprezzo dei più deboli.
Solo un animo arido, ignorante ed ottuso, può non accorgersi della gioia, del benessere che ci dà uno sguardo,
una carezza, un fremito di vibrisse, la percezione dell'abbandono totale e fiducioso di un animale tra le
nostre braccia. Mi è capitato spesso di accogliere randagi, occuparmi di trovar loro una famiglia e, non di
rado, tenerli con me in convalescenza dopo qualche brutta esperienza: la gratitudine è un dono che non ha prezzo.
Con mio marito e me, adesso, vivono tre gatti di 10, 4 e 3 anni: Alice, Gomez e Kalli.
Quest'ultimo è completamente cieco a causa di una perforazione delle cornee di natura infettiva; era un
cucciolo moribondo a cui abbiamo prodigato cure (qualche veterinario è davvero ladro!) e pazienza. Nel
giro di un mese cominciò a esplorare la casa e, grazie all'aiuto di Gomez, a "misurare" gli ostacoli,
iniziando a giocare con insperata vitalità. Oggi è sicuro di sé, come chiunque altro, immensamente affettuoso
e totalemente indipendente, tanto che chi lo vede non deduce la sua cecità se non dagli occhietti vuoti.
Purtroppo non scorgo in chi è più giovane di me o nei bambini una più profonda coscienza animalista che farebbe
sperare in meglio per il futuro, per cui reputo vitale la vostra attività di denuncia oltre a tutto il resto.
Con infinita stima,
Raffaella Desposito, Ventimiglia
luglio 2004
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I simpatici mici della nostra sostenitrice.
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